Le Cinque Vele su Economy per il futuro del turismo balneare
Il tema della qualità nel turismo balneare entra sempre più al centro del dibattito nazionale. A raccontarlo è un articolo pubblicato su Economy, che dedica spazio alla possibilità di introdurre sistemi di rating anche per spiagge, stabilimenti e beach club, così come già avviene da tempo per hotel, ristoranti e strutture ricettive.
Con la crescita del turismo internazionale in Italia e con una domanda sempre più attenta alla qualità dell’esperienza, anche il comparto balneare è chiamato a interrogarsi su nuovi criteri di valutazione. Non si tratta soltanto di classificare i servizi, ma di individuare standard chiari e condivisi capaci di misurare organizzazione, accoglienza, sostenibilità, benessere, integrazione con il territorio e soddisfazione degli ospiti.
Nell’articolo interviene Antonio Felice Uricchio, professore ordinario di Diritto Tributario presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, già Rettore dello stesso Ateneo e fino allo scorso aprile presidente del Consiglio direttivo dell’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
Uricchio, esperto di sistemi di qualità e valutazione, sottolinea come l’esperienza maturata nel mondo universitario dimostri l’importanza di strumenti capaci di individuare criticità, migliorare i servizi e diffondere una cultura organizzativa più evoluta. Applicare modelli simili anche al turismo e al settore balneare potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per la crescita dell’intero comparto.
Secondo Uricchio, introdurre sistemi di rating significa creare strumenti oggettivi di valutazione, utili non solo per offrire maggiori garanzie ai consumatori, ma anche per sostenere processi legati a finanziamenti, accreditamenti e concessioni. Una prospettiva che potrebbe generare ricadute positive sia per il pubblico sia per il privato.
All’interno di questo scenario, l’articolo riporta anche la testimonianza di Alessandro Stivala, direttore de Le Cinque Vele di Pescoluse, in Salento, considerato tra i migliori beach club italiani e pluripremiato per i servizi offerti e per la rete costruita con altri protagonisti del territorio, tra ristorazione gourmet, strutture ricettive ed experience di alta gamma.
Le Cinque Vele rappresenta un esempio concreto di evoluzione del modello tradizionale di stabilimento balneare. Non più solo spiaggia, ma un sistema di hospitality integrata in cui convivono servizi luxury, benessere, ristorazione, salottini privati, jacuzzi, spa e postazioni pensate per offrire un’esperienza completa e riconoscibile.
Per Alessandro Stivala, il vero cambio di prospettiva consiste nel guardare il turismo dal punto di vista dell’ospite. Non basta migliorare i singoli servizi: occorre creare un sistema integrato, capace di mettere in relazione ospitalità, ristorazione e servizi spiaggia attraverso standard condivisi.
Il settore, secondo Stivala, non può più procedere in modo frammentato. La crescita del turismo deve trasformarsi in una strategia sostenibile di settore, capace di offrire esperienze di qualità e, per alcuni segmenti di mercato, anche di alta gamma. L’obiettivo è far innamorare il visitatore del territorio, spingerlo a tornare e costruire un modello capace di generare valore per l’intero sistema.
Da questa visione nasce anche l’idea di un marchio distintivo comune, che possa diventare garanzia di qualità per i clienti e per le strutture aderenti. Un riferimento condiviso aiuterebbe a valorizzare le realtà più strutturate, rafforzare la competitività del turismo italiano e proporre un modello innovativo anche a livello europeo.
L’articolo pubblicato nell’ultimo numero di Economy (giugno 2026) conferma quindi una direzione precisa: il futuro del turismo balneare passerà sempre di più dalla capacità di misurare la qualità, costruire reti territoriali e offrire esperienze coerenti con le aspettative di un pubblico sempre più esigente.
In questo percorso, Le Cinque Vele rappresenta un esempio di come il mare possa diventare parte di un’esperienza più ampia, fatta di accoglienza, benessere, identità territoriale e visione imprenditoriale.
Fonte: Economy, giugno 2026
